INNOVAZIONE IN AZIENDA

Addio Transizione 5.0: cosa cambia nel 2026 per chi investe in digitalizzazione

Dal 1° gennaio 2026 il credito d'imposta Transizione 5.0 non esiste più: la Legge di Bilancio 2026 lo ha sostituito con il nuovo iperammortamento, un meccanismo diverso che elimina il vincolo del risparmio energetico ma cambia anche il profilo temporale del beneficio fiscale. Ecco cosa cambia davvero per chi vuole investire in digitalizzazione, e cosa fare se hai ancora una pratica 5.0 in sospeso.
Team Plino
Dal blog di Plino
Condividi quest’articolo!
Condividi quest’articolo!

Se stavi pianificando un investimento in digitalizzazione contando sul credito d'imposta Transizione 5.0, c'è una notizia che devi conoscere subito: dal 1° gennaio 2026 quello strumento non esiste più. Non è stato prorogato, non è stato modificato: è stato sostituito da un meccanismo completamente diverso, con una logica fiscale differente e regole di accesso più semplici. Vediamo cosa cambia davvero.

Cos'era Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0, introdotto nel 2024, offriva un credito d'imposta dal 35% al 45% per le PMI che investivano in beni strumentali 4.0, a condizione di certificare un risparmio energetico minimo (3% sull'intera struttura produttiva, o 5% sui soli processi coinvolti nell'investimento). Era gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e si applicava agli investimenti effettuati nel biennio 2024-2025.

Cosa lo sostituisce dal 2026: l'iperammortamento

La Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025, art. 1 commi 427-436) ha sostituito sia Transizione 4.0 che Transizione 5.0 con il nuovo iperammortamento, un meccanismo già utilizzato in passato (2017-2019) e ora reintrodotto in versione aggiornata.

La differenza concettuale è importante: non è più un credito d'imposta, ma una maggiorazione figurativa del costo di acquisizione del bene ai soli fini fiscali. In pratica, il costo del bene viene "gonfiato" solo nella dichiarazione dei redditi, generando quote di ammortamento (o canoni di leasing) più elevate, deducibili da IRES o IRPEF (non rileva ai fini IRAP). Il beneficio non è più immediatamente compensabile in F24 come un credito d'imposta: si spalma nel tempo, seguendo il piano di ammortamento del bene.

Le aliquote per il 2026

L'agevolazione premia gli investimenti più piccoli con percentuali di maggiorazione decrescenti:

  • 180% di maggiorazione per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro

  • 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro

  • 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro

Queste aliquote si applicano agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

La semplificazione che conta di più per una PMI

Rispetto a Transizione 5.0, il nuovo iperammortamento ha eliminato il vincolo più oneroso: non serve più certificare un risparmio energetico minimo, né rispettare il criterio europeo DNSH ("Do Not Significant Harm") che complicava l'accesso, in particolare per le imprese energivore. Basta che il bene rientri negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 (la versione aggiornata dei vecchi Allegati A e B della Legge 232/2016) ed sia interconnesso al sistema aziendale.

Un'altra novità utile: gli impianti di autoproduzione di energia rinnovabile (ad esempio il fotovoltaico) sono ora ammissibili come investimento a sé stante, non più solo come componente "trainata" da altri beni 4.0. È stato inoltre eliminato il vincolo che limitava l'agevolazione ai soli beni prodotti in UE o nello Spazio Economico Europeo: oggi possono rientrare anche beni provenienti da fuori UE.

Cumulabilità: attenzione alle regole

L'iperammortamento non è cumulabile con il credito d'imposta 4.0 ordinario sugli stessi beni (anche se, di fatto, quel credito è stato a sua volta superato dalla stessa riforma). È invece confermata la cumulabilità con la ZES Unica Mezzogiorno e con la Nuova Sabatini, che nelle aree del Sud Italia può portare l'intensità di aiuto complessiva fino al 90%.

Se hai ancora una pratica Transizione 5.0 aperta

Se hai effettuato investimenti nel 2024-2025 nell'ambito di Transizione 5.0 e hai già presentato la comunicazione preventiva, la pratica non si chiude da sola: devi completare la comunicazione di completamento investimenti e attendere la conferma di conformità tecnica dal GSE. Il credito d'imposta confermato è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, entro il 31 dicembre 2026. Se la tua pratica è ancora in sospeso, non aspettare: verifica lo stato sulla piattaforma Transizione 5.0 del GSE prima che la scadenza si avvicini.

Perché questo cambio di logica conta, non solo l'importo

Un credito d'imposta è quasi equivalente a liquidità: lo compensi in F24 e riduce da subito quanto versi. Un iperammortamento è un beneficio fiscale differito, spalmato sugli anni di ammortamento del bene: il vantaggio economico complessivo può essere anche superiore, ma l'impatto sulla cassa dell'azienda è molto più lento a manifestarsi. Prima di pianificare un investimento importante contando su questa agevolazione, vale la pena simulare l'effetto reale sul piano di ammortamento e sul previsionale di cassa, non solo sul risparmio fiscale teorico.

Valutare l'impatto reale di un incentivo fiscale differito richiede di vedere con chiarezza il proprio previsionale di cassa nei mesi e negli anni successivi all'investimento, non solo il risparmio fiscale sulla carta. Con Plino puoi tenere sotto controllo flusso di cassa e scadenze della tua azienda, per valutare con dati concreti quando e quanto un investimento agevolato inciderà davvero sulla tua liquidità.

Richiedi una demo di Plino per pianificare i tuoi investimenti con dati aggiornati sulla tua liquidità.

Richiedi la tua demo gratuita!

Ti ricontattiamo senza impegno per una demo di 20 minuti.

Richiedi la tua demo gratuita!

Ti ricontattiamo senza impegno per una demo di 20 minuti.