CONTROLLO DI GESTIONE

Troppe carte di credito aziendali, scontrini che spariscono: come riportare ordine

Perché la riconciliazione tra fatture e pagamenti diventa complicata quando ci sono più carte di credito aziendali e scontrini mancanti, e come impostare un processo che riduca il problema alla radice.
Team Plino
Dal blog di Plino
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Cinque carte di credito aziendali, scontrini che si perdono nel cruscotto dell'auto o nella tasca della giacca, e un commercialista che a fine mese deve indovinare a quale fattura corrisponde ogni movimento sul conto. Se questa scena ti sembra familiare, non sei un caso isolato.

Il problema non è la carta, è la traccia che lascia

Le carte di credito aziendali sono comode: velocizzano piccoli acquisti, danno flessibilità a chi viaggia o compra materiali on the fly. Il problema arriva dopo, in fase di riconciliazione: ogni movimento sulla carta deve essere associato a un giustificativo. E qui c'è una distinzione che costa soldi e quasi nessuno applica bene: con uno scontrino il costo è deducibile, nei limiti previsti, ma l'IVA non è detraibile. Per recuperare l'IVA serve una fattura intestata all'azienda, richiesta al momento dell'acquisto — dopo non si recupera più. Se poi lo scontrino si perde, o se più persone usano carte diverse senza un processo comune di raccolta della documentazione, la riconciliazione diventa un lavoro investigativo invece che un controllo di routine.

Perché il problema si moltiplica con più carte

Con una sola carta e una sola persona che la usa, il problema è gestibile: si tiene tutto in un cassetto, si riconcilia a fine mese. Con più carte assegnate a più persone (commerciali, responsabili acquisti, titolare), il problema si moltiplica: ogni persona ha le sue abitudini di conservazione dei giustificativi, e chi fa la riconciliazione deve rincorrere ciascuna di loro individualmente.

Un esempio concreto

Un'azienda con quattro carte di credito aziendali genera in media 60-80 transazioni al mese tra le quattro. Se anche solo il 15% di queste arriva senza giustificativo (9-12 transazioni al mese), significa che ogni mese ci sono altrettante voci da ricostruire a posteriori, con il rischio concreto che alcune restino non giustificate e quindi non deducibili. A questo si somma una perdita meno visibile: su tutte le spese documentate solo da scontrino, l'IVA non si recupera. Su qualche decina di transazioni al mese, a fine anno è una cifra che si vede.

Come ridurre il problema alla radice

  1. Stabilisci una regola semplice e uguale per tutti: ogni spesa con carta aziendale richiede l'invio del giustificativo lo stesso giorno (foto via chat o email dedicata), non a fine mese. E, ogni volta che è possibile, chiedi la fattura e non lo scontrino: è l'unica differenza che permette di detrarre l'IVA, e va chiesta sul momento.

  2. Centralizza la raccolta dei giustificativi in un unico posto, non nelle caselle email personali di ciascun titolare di carta.

  3. Riconcilia più spesso di una volta al mese: settimanalmente, la memoria di chi ha fatto la spesa è ancora fresca; a fine mese, molte spese diventano difficili da ricostruire.

  4. Segnala subito le transazioni senza giustificativo, invece di scoprirle tutte insieme in chiusura di mese: un promemoria tempestivo ha più probabilità di ottenere lo scontrino mancante rispetto a una richiesta fatta tre settimane dopo.

Il punto centrale

Il problema delle carte di credito aziendali raramente è la carta in sé: è la mancanza di un processo condiviso per associare ogni spesa alla sua documentazione, subito, prima che il ricordo e lo scontrino si perdano insieme. Una riconciliazione che parte da regole chiare e tempestive richiede molto meno lavoro investigativo a fine mese di quanta ne richieda un sistema che si limita a sperare che tutti si ricordino da soli.

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