INNOVAZIONE IN AZIENDA
Come scrivere prompt migliori (guida per chi non l'ha mai fatto)
I risultati generici dell'IA non sono un limite della tecnologia, ma della tua domanda. Scrivere un prompt efficace è come dare un brief a un collaboratore: più contesto, vincoli e obiettivi precisi fornisci, più la risposta sarà utile e pronta all'uso. Scopri come trasformare le tue richieste da vaghi comandi a veri e propri strumenti di produttività, imparando a gestire l'IA come un assistente che impara dai tuoi feedback e non come un oracolo da interrogare una volta sola.

Team Plino

Se hai mai scritto "scrivimi un'email per un cliente" e hai ricevuto una risposta generica, vaga, che hai dovuto riscrivere quasi da zero, il problema quasi certamente non è l'IA — è la domanda che le hai fatto. Scrivere un buon prompt (l'istruzione che dai a uno strumento come Claude o ChatGPT) è una competenza che si impara in pochi minuti, e la differenza tra un prompt vago e uno ben fatto è enorme quanto quella tra chiedere a un collaboratore "fammi qualcosa" o dargli un brief chiaro.
Il problema di fondo: l'IA non legge nel pensiero
Quando scrivi "scrivimi un post per LinkedIn", stai chiedendo a un assistente che non ti conosce, non sa niente della tua azienda, non ha mai visto il tuo tono di voce, di indovinare tutto il resto. Il risultato sarà per forza generico, perché generica è stata la richiesta. La soluzione non è scrivere prompt più lunghi per il gusto di farlo — è includere le informazioni che, se le desti a una persona reale, le userebbe per fare un lavoro migliore.
I quattro ingredienti di un prompt che funziona
1. Il contesto: chi sei, di cosa si occupa la tua azienda, per chi è pensato il risultato. Non serve un paragrafo — bastano una o due frasi.
❌ "Scrivi un post su come gestire la liquidità aziendale."
✅ "Sono il fondatore di un software per PMI italiane che aiuta a gestire flusso di cassa e fatture. Scrivi un post LinkedIn rivolto a piccoli imprenditori italiani su come gestire la liquidità aziendale."
2. Il compito specifico, non generico: più la richiesta è precisa, meno l'IA deve indovinare.
❌ "Aiutami con questa email."
✅ "Scrivi un'email di sollecito di pagamento per un cliente che ha una fattura scaduta da 20 giorni, con cui abbiamo un buon rapporto e vogliamo mantenere un tono professionale ma non aggressivo."
3. Il formato e la lunghezza desiderati: dillo esplicitamente, non lasciarlo all'immaginazione.
❌ "Fammi un riassunto di questo documento."
✅ "Riassumi questo documento in 5 punti elenco, massimo 2 righe ciascuno, evidenziando solo le clausole che riguardano i tempi di pagamento."
4. Un esempio, se ce l'hai: se hai già scritto qualcosa in un tono che ti piace, incollalo come riferimento. È il modo più veloce per ottenere uno stile coerente con il tuo, invece di uno stile generico da assistente virtuale.
✅ "Ecco un'email che ho scritto io in passato con il tono che mi piace: [incolla email]. Scrivimene una simile per rispondere a questo cliente: [contesto]."
Un esempio completo: prima e dopo
Prompt vago: "Scrivimi un annuncio di lavoro per un commerciale."
Risultato: un annuncio generico, che potrebbe andare bene per qualsiasi azienda, con frasi fatte tipo "cerchiamo una persona dinamica e motivata".
Prompt strutturato: "Sono il CEO di un'azienda SaaS B2B per PMI italiane, 15 persone, fatturato 2M€. Cerco un commerciale junior per il mercato italiano, con esperienza di 1-2 anni in vendita B2B, da inserire nel team sales di 3 persone. Scrivi un annuncio di lavoro in italiano, tono diretto e concreto (non frasi fatte tipo 'ambiente dinamico'), che includa: responsabilità principali, requisiti essenziali (non 'nice to have' generici), e cosa rende diverso lavorare da noi rispetto a una grande azienda."
Risultato: un annuncio specifico, che suona come l'ha scritto qualcuno che conosce davvero il ruolo e l'azienda — perché gliel'hai detto tu.
Il trucco più sottovalutato: continuare la conversazione invece di ricominciare
Molte persone, quando il primo risultato non va bene, cancellano tutto e riscrivono un prompt più lungo da zero. Funziona molto meglio correggere nella stessa conversazione: "Troppo formale, rendilo più diretto" oppure "Bello, ma accorcialo della metà e togli il paragrafo finale" ottengono risultati migliori e più veloci di un mega-prompt iniziale che cerca di prevedere tutto in anticipo. Trattalo come un collaboratore a cui dai un primo brief, guardi il risultato, e poi correggi — non come un oracolo a cui fare la domanda perfetta al primo colpo.
Quando chiedere di ragionare passo passo
Per compiti che richiedono un'analisi in più fasi — confrontare opzioni, valutare un contratto, fare un calcolo con più variabili — aiuta chiedere esplicitamente di ragionare passo dopo passo prima di dare una risposta finale, invece di saltare dritto alla conclusione. Una richiesta come "prima elenca i pro e i contro di ciascuna opzione, poi dammi una raccomandazione finale" produce quasi sempre un'analisi più solida di un semplice "quale scelgo?".
I tre errori più comuni da evitare
Essere troppo vaghi per pigrizia: "fammi qualcosa di bello" costringe l'IA a indovinare tutto — il tempo che risparmi scrivendo un prompt di due righe lo perdi tre volte a correggere il risultato.
Dare per scontato che l'IA sappia cose che non le hai detto: non conosce la tua azienda, i tuoi clienti, il tuo tono, a meno che tu non gliel'abbia detto in quella conversazione (o non l'abbia impostato una volta per tutte, se lo strumento lo permette).
Fidarsi ciecamente del primo risultato su temi delicati: su email a clienti importanti, contratti, comunicazioni pubbliche, il prompt migliore del mondo non sostituisce una rilettura umana finale.
In sintesi
Un prompt migliore non è un prompt più lungo o più complicato — è un prompt che dà all'IA le stesse informazioni che daresti a un collega per fargli fare bene lo stesso lavoro: chi sei, cosa ti serve esattamente, in che formato, e magari un esempio dello stile che vuoi. Il resto è questione di correggere in corsa, non di trovare la formula magica al primo tentativo.

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